Osteopatia pediatrica

Perchè andare da un osteopata in periodo neonatale o pediatrico?

  • Plagiocefalie
  • disturbi del sonno
  • coliche e stipsi
  • vomito e rigurgito
  • pianto e irritabilità
  • torcicollo congenito
  • problematiche di suzione
  • piede torto
  • parto con malposizioni uterine
  • compressioni craniche eccessive durante il parto
  • mancanza di compressioni dovute ad un parto cesareo.

come avviene un trattamento osteopatico pediatrico

È importante in caso di un trattamento osteopatico del neonato presentarsi in studio, con la lettera di dimissione, che fornirà i dati anamnestici fondamentali, quali la durata della gravidanza, il tipo di parto, le dimensioni, l’indice di apgar ecc.

Il trattamento, in presenza dei genitori, verterà su un primo approccio, basato su un contatto delicato in modo da instaurare fiducia con il piccolo paziente. Ad esso verranno eseguiti, nel caso non siano stati già eseguiti dal pediatra di riferimento, alcuni test neurologici, con lo scopo di capire se la situazione è di pertinenza dell’osteopata o di carattere medico.

In base alle disfunzioni riscontrate in fase anamnestica e in seguito ad un esame obiettivo, si procederà con il trattamento osteopatico, che sarà incentrato su delicati lavori fasciali e craniali, con lo scopo di riequilibrare la funzionalità delle strutture.

alcune cose da sapere:
a livello posturale

Il bambino nasce con una cifosi totale, la marcia in quadrupedia porterà ad un conseguente sviluppo

della lordosi cervicale. La lordosi lombare si creerà in seguito alla stazione eretta.

Le 12 vertebre della colonna dorsale, toglieranno elasticità alla zona, dando stabilità e permettendo al bambino di “gattonare” e stare in posizione seduta.

L’atlante, prima vertebra cervicale, inizialmente è piatta ma in seguito si incurverà sotto l’azione muscolare di raddrizzamento. La lordosi cervicale si esprimerà verso i primi 4/6 mesi, quando il bambino andrà a migliorare il controllo posturale del capo durante la marcia a 4 “zampe”.  È una fase in realtà che a volte non accade, sostituita da una comunque fisiologica, marcia trascinandosi sul sedere. Il susseguente appoggio bipodalico contribuirà all’estensione delle 5 vertebre lombari e al raddrizzamento globale della colonna vertebrale. Il processo dura di solito 12/14 mesi.

Diventa molto importante rispettare le fisiologiche tempistiche del bambino. Senza affrettare ne cercare forzatamente di anticipare le fasi. Il cercare di portare in stazione eretta anzitempo, può essere un eccessivo stress a livello coxofemorale, con la suddetta articolazione non ancora pronta per supportare tale fase, a causa di una immaturità del tetto acetabolare.

Per gli arti il periodo embrionale per il regolare sviluppo è tra la 4 e 5 settimana uterina. Possono apparire alcune malformazioni, quali le assenze di parti dell’arto, polidattilie, piede torto e lussazione congenita dell’anca.

La morfogenesi degli arti superiori è più rapida che per gli arti inferiori. L’estensione degli arti è realizzata molto gradualmente e si conclude verso i 3-4 mesi, con il rafforzamento della tonicità assiale.

a livello digestivo

Il neonato possiede un sistema intestinale privo di flora batterica, ma pieno di meconio, ovvero il contenuto intestinale del feto. Esso viene di solito espulso il primo giorno di vita, a causa dell’assunzione del latte materno. La mucosa intestinale è conformata appositamente per il latte materno, che interverrà nei processi di maturazione cellulare e neurologica.

Esistono 3 tipi di latte materno:

  • colostro:dal 1 al 6 giorno di vita, ricco di nutrienti, anticorpi e globuli bianchi.
  • Latte di transizione: dal 6 al 14 giorno, con maggiori grassi e lattosio e meno proteine e minerali.
  • Latte maturo: dai 15 giorni in poi.

L’importanza del latte materno è da deputare soprattutto alle sue proprietà immunitarie e antiallergeniche.

Lo sviluppo del sistema gastro intestinale proseguirà fino al 6 mese, periodo in cui avverrà lo svezzamento, ovvero l’assunzione di cibi diversi. Ciò porterà a nuovi stimoli, sia chimici che meccanici, in grado di consolidare valvole e sfinteri.

l‘importanza dell’allattamento al seno

Oltre alla grande importanza ai fini nutritivi e soprattutto immunitari, porta a grandi vantaggi anche per la madre, riducendo il rischio di osteoporosi, aiutandola a perdere il peso accumulato, a creare sin dai primi attimi un profondo legame affettivo, inoltre la montata lattea metterà in circolo gli ormoni necessari sia al piccolo che alla madre, favorendo la necessaria involuzione uterina e prevenendo alcune forme di tumore al seno e all’ ovaio.

Per il neonato, il posizionamento della lingua sotto il capezzolo contribuisce a schiacciarlo contro il palato e garantirà un allargamento delle suture inter-palatine, situazione che favorirà una miglior apertura cranica.

plagiocefalie

Il termine deriva da:

plagio: dal greco “plagios” che significa obliquo.

cefalia: dal greco “Kephale” che significa cranio.

Indica dunque un’asimmetria idiopatica del cranio, senza cioè una causa precisa.

È presente dalla nascita o può insorgere nei primi mesi, aumentando fino all’acquisizione della posizione seduta.

Si distinguono varie tipologie:

PLAGIOCEFALIE OCCIPITALI

È la più classica e presenta un emi-occipite piatto, una fronte simmetrica e un’asimmetria muscolare. Sono le più frequenti

PLAGIOCEFALIA OCCIPITO-FRONTALE

Cranio obliquo e ovale con una bozza frontale più marcata, un emi-occipite piatto omolaterale e un’asimmetria muscolare.

Tra le cause potrebbero esserci: un parto prematuro, podalico o casi di parti gemellari.

SCAFOCEFALIA

Presenta un occipite cuneizzato verso dietro, con diametro trasversale ridotto, sutura sagittale prominente e frontale stretto. Può portare a difficoltà respiratorie e alla formazione di un palato stretto.

PLAGIOCEFALIA OCCIPITALE BILATERALE

Presenta un occipite piatto bilateralmente simmetrico, con un diametro antero-posteriore ridotto. Bozze parietali marcate, con testa a punta.

osteopatia post parto a milano

L’osteopatia post parto è utile per riprogrammare la corretta funzionalità e gli equilibri dell’apparato uro-genitale, è in grado di riequilibrare il sistema neurovegetativo e di occuparsi delle possibili complicanze del parto e delle aderenze tissutali conseguenti.

Quando è utile un trattamento osteopatico nel post parto?

In caso di parto distocico:

  • episiotomie: medio laterale o mediana.
  • parto operativo vaginale: ventosa, forcipe, manovra di kristeller
  • taglio cesareo: longitudinale, trasversale, sovrapubica, isterotomia, isterorrafia.
  • distocia di spalla: manovre di McRoberts, Rubin I, Rubin II, Jacquemier, Zavanelli.
  • secondamento manuale
  • nche in caso di parto eutocico, in presenza di:
  • problematiche osteo-articolari
  • dolori riscontrati in gravidanza e nel post parto
  • stanchezza cronica
  • depressione post parto

Come avviene un trattamento osteopatico post parto:

l’osteopata, dopo un’attenta anamnesi, analisi differenziale e un esame obbiettivo, valuterà le zone da trattare per migliorare eventuali restrizioni, aderenze cicatriziali e non, con particolare riferimento al lavoro mio-fasciale dei tessuti del diaframma pelvico, toracico, dolci manovre sul sacro e coccige. Lo scopo sarà dunque riportare i giusti equilibri pressori e ridare la corretta funzionalità al corpo in un’ottica di globalità.