Spalla

La spalla rappresenta uno dei principali siti di dolore e una delle maggiori cause di visite che richiedono trattamento osteopatico.

Scopo dell’osteopata sarà quello di verificare ed escludere che la problematica non sia di pertinenza medica.

Attraverso dei test ortopedici e di evocazione del dolore, tra cui i test di Jobe, Hawkins e Kennedy, Yakum, Jergason, Napoleon per citarne alcuni, oltre a test specifici sull’instabilità della spalla, accompagnati da una precisa anamnesi; si sarà in grado di discriminare la problematica e consigliare eventualmente rinvio medico.

Dolore alla spalla

Tra le principali problematiche che portano dolore alla spalla osserviamo:

  • fratture: dolore importante, in seguito a traumi diretti o da overuse. Clavicola, testa dell’omero, scapola.
  • lussazioni e instabilità: a causa della grande mobilità dell’articolazione, sono frequenti situazioni di sublussazioni o lussazioni di spalla, a causa di una instabilità. Può essere anteriore, inferiore, posteriore, o multidirezionale, con l’anteriore che rappresenta la più frequente. Specifici test sono in grado di discriminare se si tratta di instabilità. Il dolore in caso di lussazione è legato a qualsiasi movimento e sarà utile una manovra riduttiva in pronto soccorso. Utile un accurato programma rabilitativo e un educazione per evitare posizioni che facilitino la lussazione.
  • Conflitto sub acromiale o sindrome da impingement: Compressione del tendine sovraspinato al di sotto dell’arco coraco-acromiale, spesso associata ad una borsite subacromiale. Dolore localizzato anteriormente e lateralmente, esacerbato nei movimenti con il braccio sopra la testa. Dolore notturno, soprattutto se in appoggio sulla spalla dolente. Rx utile per capire la riduzione dello spazio subacromiale, in genere maggiore di 7mm.
  • Tendinite: rappresenta infiammazione di un tendine a causa di un overuse, continui sovraccarichi, ma anche di artrite reumatoide, diabete, ipercolesterolemia ecc. porta a dolore al movimento, calore al tatto, a volte associato a tumefazione e arrossamento. Se Trascurata può arrivare alla formazione di calcificazioni. RMN o eco sono gli esami strumentali in grado di valutarla.
  • Tendinosi: è una degenerazione tendinea che porterà ad una ipotrofia a causa di una vera e propria riduzione cellulare.
  • Borsiti: rappresenta l’infiammazione della borsa, ovvero quel cuscinetto ammortizzante in grado di garantire un buon scorrimento tenidineo e articolare. L’usura e movimenti scorretti ripetuti possono portare all’infiammazione. Difficoltà e dolore nell’appoggiare la spalla durante il sonno, rappresentano dei tipici sintomi.
  • Tenosinovite: è un processo infiammatorio che riguarda la guaina sinoviale, ovvero la struttura anatomica che riveste il tendine. L’infiammazione portare ad un ispessimento della viscosità del liquido e che porterà di conseguenza ad attrito, portando dolore e limitazione dei movimenti.
  • Spalla congelata o capsulite adesiva: dolorabilità diffusa con perdita idiopatica della motilità attiva e passiva. Spesso associata a traumi, cause metaboliche e spesso emotive.
  • Lesione del sovraspinato o rottura del sovraspinato: é il risultato della degenerazione tendinea e dei microtraumi ripetuti. Dolore nell’elevazione dell’arto, debolezza nei movimenti. L’ecografia dinamica rappresenta l’esame strumentale elettivo per individuare l’eventuale lesione.
  • lesione del capo lungo del bicipite: salvo lesioni da trauma diretto o per gesto sportivo, spesso deriva da una lunga storia di dolore di spalla e di conflitto subacromiale. E’ più frequente a livello dell’inserzione prossimale. La sua posizione intracapsulare predispone il tendine a fenomeni di attrito, fino ad arrivare alla rottura. Spesso accompagnata da ecchimosi.
  • Dolore riferito alla spalla: rappresentano dolori che non vengono confermati da esami strumentali, spesso di origine viscerale o fasciale. Legato a l’esistenza di connessioni neuromeriche tra viscere e aree superficiali, mediante nervo frenico.
  • Sindrome dello stretto toracico superiore: rappresenta una riduzione dello spazio tra clavicola e prima costa, che comporta una compressione del plesso brachiale e dei vasi subclaveari. Le cause possono essere strutturali congenite o fibrosi del muscolo scaleno. Può portare a dolore e parestesie a mignolo e anulare a causa dell’intrappolamento del nervo ulnare. Affaticamento e debolezza possono comparire quando si mantengono le braccia sopra la testa. Non esistono esami strumentali specifici che evidenzino questa sindrome.
  • artrosi: dolore diffuso e profondo, aggravato dall’attività intensa. Con la progressione della patologia dolore a riposo e notturno con limitazione del range di movimento.
  • Ernia cervicale con dolore radicolare C5-C6: una compressione discale, un ernia o una protusione con interessamento della radice nervosa del plesso porterà ad un dolore riferito a livello dermatomerico. La radice di C5 ad esempio porterà ad un irradiazione del dolore a livello della spalla.

Trattamento osteopatico Spalla

Il trattamento osteopatico alla spalla dovrà essere preceduto da precisi test.

I test che verranno eseguiti riguarderanno la mobilità delle singole articolazioni della spalla, alle quali verranno poi applicate delle tecniche correttive per restituire l’idonea mobilità.

Le articolazioni della spalla sono:

  • Gleno-omerale, che è una diartrosi, precisamente una enartrosi, ovvero un articolazione con vari gradi di mobilità. Essa è costituita dalla glena della scapola che accoglie la testa dell’omero, grazie al cercine. La capsula articolare garantisce stabilità, insieme alla presenza del legamento gleno omerale superiore, medio ed inferiore. Il Capo lungo del bicibite si andrà ad inserire sul labbro glenoideo entrando all’interno della capsula. Il legamento coraco-omerale si inserisce sulle tuberosità omerali creando un tunnel che accoglierà il Capo lungo del bicipite.
    Potremo trovare delle disfunzioni in superiorità, in inferiorità, in anteriorità e posteriorità.
  • Acromion-claverare: è l’articolazione tra scapola e clavicola, unita tramite legamento conoide, trapezoide, acromion-claveare e acromion-coracoideo.
    Il terzo distale della clavicola accompagnerà i movimenti di rotazione e flessione oltre i 90° dell’omero, con rotazione e innalzamento. Potremo trovare disfunzioni in rotazione interna o esterna, adduzione-abduzione.
  • Sterno-claveare: rappresenta l’articolazione tra sterno e clavicola. Rinforzata dai legamenti interossei, costo-clavicolari e sterno-clavicolari. In osteopatia si potrà trovare una sua disfunzione in superiorità, anteriorità, posteriorità.
  • Scapolo toracica: è una falsa articolazione che permette lo scorrimento della scapola sul piano toracico delle coste. Non presenta legamenti stabilizzatori e la sua biomeccanica è garantita dall’equilibrio dei muscoli, tra cui il gran dentato, piccolo perttorale, romboidei, trapezio ed elevatore della scapola. Le disfunzioni saranno dunque collegate alla mobilità e il giusto posizionamento della scapola.
  • Sotto deltoidea: è un’altra falsa articolazione, rappresenta lo spazio di scorrimento tra acromion, coracoide e testa omerale, che accoglie sovraspinato, sottospinato e piccolo rotondo e contiene la borsa sierosa sottodeltoidea. Sarà importante eventualmente ridare spazio alla zona, liberando ciò che potrebbe influire negativamente sulla sua anatomia.

Le tecniche correttive di una disfunzione di spalla, avverranno solo in seguito a un trattamento mio-fasciale dei tessuti, un ripristino della mobilità della scapola e un miglioramento della mobilità del rachide.

La valutazione e l’eventuale trattamento osteopatico viscerale, può a volte risultare vincente nel miglioramento di una sintomatologia dolorosa di spalla, viste le enormi relazioni fasciali che esistono e intercorrono tra le zone.