Trattamento osteopatico cranio
Il trattamento osteopatico craniale mira a ripristinare la corretta funzionalità e mobilità delle ossa craniche e a riattivare quello che è definito “Meccanismo respiratorio primario”, ovvero quell’insieme di micromovimenti che tutte le strutture del cranio (e non solo) ci lasciano percepire.
Sono movimenti derivati da una motilità innata del SNC, dalla fluttuazione del Liquido cefalo rachidiano e dalla relativa tensione della falce cerebrale,falce e tentorio del cervelletto. Queste ultime sono definite membrane di tensione reciproca e rappresentano degli sdoppiamenti della dura madre. La Dura madre è la prima delle tre meningi e funge da involucro per vasi e nervi, delimitando 2 dei 3 lati dei seni venosi. Eccetto il nervo ottico e il nervo olfattivo, tutti i nervi sono avvolti dalle meningi, con la dura madre che arriverà sino alla seconda vertebra sacrale.
Le teorie sul meccanismo respiratorio primario e quindi della branca osteopatica cranio sacrale, sono state espresse da Sutherland, uno dei padri dell’osteopatia. In tali teorie diventa un punto chiave la sincondrosi sfeno basilare, ovvero l’articolazione tra sfenoide e occipite, vero e proprio motore di partenza del movimento o “ritmo” cranico. I micromovimenti da essa scaturiti portano le ossa craniche, articolate a ruota dentata e costituite da tavolati interni o esterni a seguire tali spostamenti, favorendo quelli che sono definiti movimenti di flessione ed estensione. Tutto ciò avviene in collaborazione con le membrane di tensione reciproca, che sono strutture anaelastiche che attraverso la loro trazione e tensione sono in grado di favorire tali spostamenti . Ogni osso del cranio andrà a compiere dei movimenti intorno al proprio asse. Essi divengono più semplici da percepire in età neonatale, a causa di strutture ancora da saldare e più facilmente identificabili e plasmabili. In età adulta, non avendo più possibilità di agire a livello di modifiche strutturali si cerca di intervenire invece su quella che è la dinamicità delle suture.
Con la tecnologia si è invece dimostrato che la sincondrosi sfeno basilare in età infantile andrà a saldarsi completamente, andando quindi a non giustificare più tali teorie.
Studi recenti hanno cercato di dare quindi una spiegazione più pragmatica a quelli che possono essere i movimenti cranici e di dinamicità suturale. Una delle possibilità è giustificata dalla masticazione e dalla deglutizione, ovvero i movimenti ad essi collegati che andranno a dipanarsi su tutta la parte cranica, attraverso ad esempio le inserzioni del muscolo temporale e degli pterigoidei. La masticazione andrà quindi a tener vive le suture e la loro micromobilità, conferendo la possibilità di andare a percepire attraverso test osteopatici ciò che avviene dentro. Quindi noi avremo un movimento interno, garantito dal liquido cefalo rachidiano, ma saremo in grado di sentirlo grazie al fatto che le suture manterranno tale micromobilità, grazie alla biomeccanica della masticazione e della deglutizione.
A seconda delle restrizioni di movimento percepite in fase di test, si possono riscontrare disfunzioni osteopatiche in:
- flessione
- estensione
- torsione
- side bending rotation
- strain verticale alto
- strain verticale basso
- strain laterale
- compressione
L’importanza di un trattamento osteopatico sul cranio, è spiegata dalla ricerca di creare miglior vitalità , che tradotto significa ripristinare il movimento intracranico, favorendo il giusto nutrimento e consentire un corretto drenaggio dei seni venosi. Tener presente l’anatomia e la fisiologia del cranio e dei suoi fori per i passaggi vascolo-nervosi, diventa una preziosa arma per ampliare le possibilità di riuscita di un trattamento. Molto importante valutare le prime vertebre cervicali, senza dimenticare la zona sterno-scapolo-clavicolare, il sacro, i diaframmi e le relazione con occhi, lingua e ATM.



