Polso e Mano
L’articolazione del polso è un complesso di 15 articolazioni, che si possono distinguere in 3 grosse macro-articolazioni:
- radio ulnare inferiore: è un ginglimo laterale che mette a contatto la piccola cavità sigmoidea del radio che è concava, con la testa dell’ulna che è convessa. Il legamento triangolare andrà ad unire radio e ulna con il carpo. Dalle sue espansioni originano i legamenti anteriore e posteriore che andranno a rinforzare la capsula articolare.
- radio-carpica: è la vera articolazione del polso, è un’articolazione condiloidea, che unisce il radio e il legamento triangolare, con le ossa della prima filiera (ad eccezione del pisiforme).
- medio-carpica: che articola le due filiere del carpo. Essa si divide in due segmenti: il primo verso il pollice che è un artrodia e articola scafoide con trapezio e trapezoide, mentre il secondo è un articolazione condiloidea che articola le restanti ossa delle filiere.
La mano sarà in grado di effettuare movimenti di flesso-estensione attorno ad un asse trasversale e movimenti di adduzione/abduzione attorno ad un asse antero-posteriore e movimenti di prono supinazione. Nonostante la presenza di numerosi legamenti, essendo il polso un’articolazione sospesa, per mantenere una buona stabilità articolare è stato dotato di un nutrito sistema muscolare. Gli estensori che originano dall’epicondilo e i flessori che originano dell’epitroclea.
Biomeccanicamente parlando l’articolazione del polso andrà sempre valutata in un complesso funzionale con gomito e spalla.
Dolore al polso e mano
- Artrite reumatoide: è una patologia autoimmune infiammatoria che colpisce il liquido sinoviale delle articolazioni portando ad erosione. Il polso è la sede più comune. Porta a dolore, tumefazione e grande rigidità mattutina, a volte associata con tunnel carpale e tenosinovite. Una Rx può mostrare segni di erosione articolare, esami del sangue possono mostrare alterati valori di VES e FR.
- Artrosi: Degenerazione delle cartilagini articolari. Dolore locale che peggiora con l’attività, con tumefazione e riduzione della mobilità. Una Rx, può mostrare la presenza di osteofiti e riduzione dello spazio articolare.
- Esostosi carpale: rappresenta un’area dolente associata alla presenza di osteofiti o talvolta di un ganglio a causa di un eccessivo overuse e spesso situata a livello del secondo e terzo matacarpo.
- Gangli profondi: rappresenta una massa ricolma di liquido in corrispondenza di articolazioni per fuoriuscita sinovia. Può dare dolore locale.
- Cisti carpali: focolai litici, spesso dovuti alla penetrazione di liquido sinoviale nell’osso subcondrale. Tipico di situazioni artrosiche o comunque di sofferenza cartilaginea, traumi pregressi e microfratture. Dolore minimo, sordo che peggiora con il movimento.
- Malattia di Kienbock: è un osteonecrosi dell’osso semilunare, di cause incerte e congenite. Dolore e tumefazione. Una Rx può mostrare l’osso opaco.
- Artrite piso-piramidale: dolore in zona ipotenar e possibile crepitio a causa di una lesione da eccessiva compressione a livello delle ossa del pisiforme e piramidale.
- Malattia di De Quervain: Tenosinovite da overuse del primo canale dorsale. Possibili calcificazioni tendinee.
- Malattia di Vaughan-Jackson: porta a rottura dei tendini estensori ulnari e del mignolo. Presenza negli esami ematici di fattore reumatoide e di cristalli di pirofosfato di calcio.
- Dito a scatto: è una tenosinovite del tendine del flessore. Dito che si presenta a grilletto. Incapacità nell’estensione attiva del dito.
- Deformità di Boutonniere: rappresenta un distacco dell’inserzione tendinea sulla falange intermedia, con un atteggiamento in flessione della falange prossimale e in estensione di quella distale.
- Dita a martello: distacco dell’inserzione tendinea sulla falange distale
- Morbo di Dupuytren: Ipertrofia della fascia palmare, con presenza di noduli. Maggiore per uomini sopra i 50 anni e pazienti diabetici o con cirrosi epatica. Porta ad una flessione progressiva del palmo, con particolare riferimento al 3 e 4 dito.
- Sindrome del tunnel carpale: dolore forte (spesso notturno) a livello delle prime 3-4 dita della mano a causa di un ispessimento delle guaine dei muscoli flessori delle dita. Può esserci lesione al nervo mediano su base traumatica o per cause ormonali, vascolari, gravidanza, diabete, ipotiroidismo. Riduzione della forza oppositiva del pollice e ipoestesie.
- Crampo dello scrivano: dolore sordo da esercizio protratto al pollice, con contrattura in flessione e adduzione della metacarpo falangea. Possibile compressione del nervo.
- Sindrome del canale di Guyon: dolore al polso e al 4-5 dito per via di una compressione intra canalicolare del nervo a causa di cisti, ispessimenti legamentosi, degenerazioni guaine, ma anche carenze vitaminiche o disordini metabolici.
- Malattia di Raynauld: è un ischemia idiopatica che coinvolge la mano. Colpisce prevalentemente le donne tra i 20 e i 30 anni con problematiche ormonali. Le dita diventano fredde bianche, in una seconda fase blu e in una terza fase rosse, calde e con formicolii.
Trattamento osteopatico polso e mano
Il trattamento osteopatico del polso, dopo un’attenta valutazione anamnestica, verterà sulla ricerca di disfunzioni somatiche non collegate ai macro-movimenti del polso, bensì alle disfunzioni dei micromovimenti delle ossa carpali sul radio e delle ossa carpali tra di loro. Si andranno a valutare i micromovimenti dell’ulna sul radio e della prima filiera sulla seconda filiera. Se un polso ad esempio si estende bene, presentando una restrizione in flessione, significa che le ossa carpali sono limitate nello scivolamento dorsale e occorrerà una riduzione della disfunzione attraverso tecniche articolatorie o HVLA. Verranno applicate varie tecniche osteopatiche a seconda della problematica e nel rispetto del dolore del soggetto.



